QRP 14 Mhz
Autore
: IV3COU Umberto
Baldini
E-mail: umbertobaldini@alice.it
IW3 QEC Luigi
Ret
E-mail: luigire@alice.it
Q.R.P. 14 Mhz
Premessa
Proprio oggi che si fa un gran parlare
di S.D.R e di nuove tecniche di gestione della trasmissione di segnali, può
sembrare fuori luogo riproporre un Q.R.P. assolutamente tradizionale nella sua
architettura e che non presenta alcuna novità eclatante, ma ricalca lo schema
classico di un ricevitore a semplice conversione di frequenza (supereterodina) e
di un trasmettitore in S.S.B. assolutamente convenzionale.
Lo scopo principale di questa
realizzazione, che è stata studiata nei minimi particolari al fine di garantire
una riproducibilità a tutta prova, sta nel fatto che la stessa è parte
integrante di un corso teorico-pratico riguardante le “Telecomunicazioni
analogiche” che si tiene presso la Sezione A.R.I. di Pordenone dal mese di
Ottobre 2009, con frequenza settimanale.
Il
corso intende ripercorrere un po’ tutto l’evolvere della tecnica nel campo
delle comunicazioni “elettriche”, dal telegrafo fino alle attuali
realizzazioni, passando per le varie soluzioni in fatto di scelta delle
modulazioni e di realizzazioni circuitali; il Q.R.P. in oggetto viene presentato
in parallelo al corso teorico, commentato come scelta progettuale (analisi dello
schema elettrico), e successivamente montato,
seguendo una logica metodologica “a blocchi”; successivamente viene
tarato e verificato strumentalmente fino alla sua completa realizzazione.
Attraverso questo percorso si intende
guidare l’appassionato in una realizzazione completa, dal progetto alla
realizzazione e successivamente alla verifica di una apparecchiatura sia pur non
eccessivamente complessa ma sicuramente esaustiva sotto il profilo teorico e
pratico.
Di questa nostra iniziativa vogliamo far
partecipi i soci A.R.I. pubblicandola su R.R.; il sito della nostra Sezione
resta a disposizione di chi intendesse richiedere ulteriori notizie.
Caratteristiche generali
Come si può evincere dallo schema a
blocchi (fig. 01) trattasi di un ricetrasmettitore in S.S.B. di debole potenza
(5-6W r.f.) sulla banda dei 20 metri (14.000 – 14.350 Mhz) con possibilità di
funzionare sia in fonia che in telegrafia; la sintonia è effettuata con un
V.C.O. e l’indicazione della frequenza è realizzata per mezzo di un display
intelligente gestito da un P.I.C.
Il ricevitore è del tipo a singola
conversione di frequenza (9.000 Mhz) con l’utilizzo di un filtro in media
frequenza realizzato con sei quarzi, soluzione questa che permette una più che
discreta selettività; durante la ricezione in C.W. può essere inserito un
filtro attivo in B.F. opzionale, per aumentarne ulteriormente la selettività.
Il trasmettitore è anch’esso di tipo
tradizionale: per la creazione del segnale S.S.B. si utilizza lo stesso filtro a
quarzo usato in ricezione: qualcuno potrà obiettare che, dato il basso costo
dei quarzi utilizzati, forse valeva la pena di realizzare un secondo filtro ed
evitare così l’appesantimento circuitale per realizzare la commutazione dello
stesso: non si può essere che d’accordo con questa osservazione, ma occorre
ricordare che questa realizzazione ha un prevalente scopo didattico e quindi il
circuito relativo alla commutazione del filtro si presta a diverse
considerazioni.
Durante il funzionamento in C.W. la stessa
nota di B.F. (1Khz) generata per produrre la portante da manipolare col tasto,
costituisce il segnale di autoascolto (side-tone); sul pannello frontale è
presente una presa per l’ascolto in cuffia: l’inserimento del jack della
stessa, inibisce l’altoparlante interno.
Altra particolarità degna di nota è la
previsione di una alimentazione interna per mezzo di due batterie ricaricabili
al Piombo Gel da 6V 3.5 A/h, permettendo così un funzionamento autonomo in
portatile (in particolare per gli amanti della montagna) per oltre 5 ore di
collegamenti.
Altra caratteristica che ci sembra doveroso far notare,
è l’assenza di relè di commutazione, sia in R.F. che in C.C.: tutte le
commutazioni vengono effettuate elettronicamente e questo non ci sembra poco: un
componente che non c’è non può guastarsi ed un relè è notoriamente
soggetto a possibili rotture o malfunzionamenti.
Sotto il profilo realizzativo, l’intera
apparecchiatura è stata proposta in due circuiti stampati in doppia faccia: uno
di base contenente RX, TX e circuiteria di commutazione ed uno addossato al
pannello frontale contenente il V.C.O., il B.F.O., il circuito relativo al P.I.C
più la basetta del display intelligente ed infine una terza basetta inserita
sulla precedente, recante l’indicatore di intensità del segnale ricevuto (S.meter).
Il filtro a quarzo volutamente è stato
realizzato su una basetta a parte di dimensioni e connessioni perfettamente
compatibili con altri filtri commerciali eventualmente in possesso
dell’interessato; unica attenzione andrà posta all’eventuale differente
impedenza di ingresso/uscita che andrà necessariamente adattata, pena una
cattiva risposta del filtro stesso.
Schema a blocchi
Nello
schema di fig. 01 vengono riportati i vari blocchi relativi alle due schede
principali: Scheda base e Scheda VCO/BFO :si nota a prima vista che la struttura
del QRP è costituita da un ricevitore a singola conversione di frequenza
(supereterodina), di un Trasmettitore in SSB e di un trasmettitore in CW che per
realizzare la portante da manipolare col tasto, utilizza la stessa struttura del
trasmettitore in SSB generando una nota ad 1Khz in sostituzione del segnale
microfonico.
La
scheda VCO/BFO contiene due oscillatori di cui uno a quarzo (BFO) ed uno
inizialmente libero e successivamente agganciato in frequenza (VCO):
l’indicazione di frequenza viene espletata da un LCD. Pilotato da un PIC
16F628 che provvede pure a realizzare l’aggancio in frequenza (FLL) sul valore
impostato.
Analisi dello schema a blocchi in RX
Prima
di passare all’esamina dettagliata dello schema elettrico, vale la pena di
analizzare le funzioni dei blocchi interessati durante la ricezione (fig. 01):
il segnale R.F. presente in antenna viene dapprima filtrato dal passa-basso
L.P.F. e successivamente trattato dal passa-banda B.P.F. prima di giungere al
Mixer U1.
I due diodi in antiparallelo D1 e D2
proteggono, assieme a Q6, l’ingresso del mixer durante la trasmissione: in
questo caso non transitano livelli di segnale nocivi per la funzionalità di U1.
Il
segnale R.F. batte in U1 con il segnale del V.C.O. e viene convertito al valore
della I.F. (9.00 Mhz); viene successivamente filtrato dal filtro a quarzo,
amplificato da Q7 e Q8 ed infine rivelato da U2 a cui giunge il segnale del
B.F.O. (8.9980 Mhz).
Il segnale di B.F. viene poi filtrato da
L.P.F. per essere infine ulteriormente amplificato da U9 fino ad un livello
sufficiente per pilotare un altoparlante o una cuffia; lo switch analogico U4d,
pilotato da Q13 blocca il segnale di B.F. durante le fasi di commutazione,
evitando così fastidiosi “scratchs” all’altoparlante.
All’uscita del filtro di B.F. del
rivelatore a prodotto è presente U3a e U3b con funzione di generatore di
tensione di A.G.C. per il controllo dell’amplificazione in I.F.; lo stesso
segnale viene inviato al circuito visualizzatore di S.meter (indicatore di
livello a 10 barre) inserito sulla scheda VCO/BFO.
Analisi dello schema a blocchi in TX
Il
passaggio dalla ricezione alla trasmissione avviene agendo sul P.T.T. (con S2
posto su S.S.B.) o sul Key (con S2 posizionato su C.W.); nel primo caso (fonia)
viene abilitato U4a ed interdetto U4c mentre Q9 abilita Q11 generando così
12VTX per alimentare l’amplificatore (Q2 e Q3) pilota del finale (Q1) e la
polarizzazione dello stesso in classe AB.
In
questo caso il segnale del microfono, amplificato da U5a, tramite U4a perviene
al mixer U1 (generatore di D.S.B.) cui giunge anche il segnale B.F.O.; il
successivo filtro a quarzo a sei poli isola la U.S.B. realizzando così il
segnale S.S.B al valore della media frequenza (8.9982 – 9.0009 Mhz).
Questo
segnale viene ora convertito al valore di frequenza desiderato (13.990 –
14.360 Mhz) battendo in U2 con il segnale del V.C.O (4.990 – 5.360 Mhz); il
filtro passa banda (B.P.F) che precede lo stadio driver ha lo scopo di bloccare
la frequenza immagine.
Durante
il funzionamento in C.W. (S2 su C.W.) viene disabilitato U4a ed abilitato U4c;
quando si chiude il tasto (Key) viene immediatamente abilitato anche U4b
permettendo al segnale sinusoidale di 1Khz generato da U5b di sostituirsi al
segnale microfonico; contemporaneamente una porzione dello stesso segnale viene
portata all’amplificatore di B.F. (U9) per realizzare così l’autoascolto in
trasmissione.
U7b
ha la funzione di temporizzatore, permettendo così in telegrafia di rimanere in
trasmissione per pochi istanti ancora dall’ultima battuta sul tasto (coda)
U8
fornisce una tensione stabilizzata per il funzionamento in RX ed in TX; Q12,
condizionato da Q11 genera una tensione +8VRX complementari ai +12VTX per il
funzionamento dei vari stadi; i due diodi D11 e D12 inibiscono U4a e U4c durante
la ricezione
Scheda VCO – BFO
La
scheda in oggetto contiene l’oscillatore locale dell’RTX (4.990 – 5.360
Mhz) che determina la frequenza di ricezione e di trasmissione del QRP oltre
all’oscillatore BFO a quarzo, utilizzato sia in ricezione (nel rivelatore a
prodotto) che in trasmissione (per la generazione della D.S.B.); presenta
inoltre la basetta per la visualizzazione della frequenza operativa, gestita da
un micro che oltretutto realizza un aggancio di frequenza per incrementare la
stabilità ed infine supporta una scheda per la visualizzazione del livello del
segnale ricevuto in ricezione (S.Meter).
Con
riferimento allo schema di fig.02, l’oscillatore del V.C.O. è realizzato con
un FET (Q6 – J310) connesso ad oscillatore Hartley che utilizza una bobina
avvolta su un toroide T50-6, la cui sintonia viene determinata dalla tensione
presentata al doppio Varicap (DV2 – BB104) tramite un potenziometro multigiri
(RV2 da 10K).
L’altro
doppio Varicap (DV1 – BB104) realizza l’aggancio in frequenza (entro
+/-7.5Khz) grazie all’integrato U1 che oltretutto, tramite il modulo
alphanumerico 1x16, realizza la visualizzazione della frequenza operativa del
Q.R.P. con definizione di 10Hz.
Il
transistor Q4 funge da buffer per non caricare l’oscillatore e per poter
trasferire via cavetto coassiale, il segnale ai mixer della scheda madre;
similmente Q3 separa lo stesso oscillatore dal successivo amplificatore (Q2 e
Q1) che pilota il PIC.
Programmazione del frequenzimetro
Il
connettore J2 viene utilizzato in sede di programmazione del frequenzimetro
(impostazione del valore di Media Frequenza) realizzando una chiusura a massa
(tramite due pulsanti), dei due terminali “Set” e “>” con la seguente
sequenza:
·
Alimentare la scheda con la tensione nominale (+12Vcc) in modo da
rendere disponibili le tensioni di +5Vcc e +8Vcc all’uscita degli
stabilizzatori U2 ed U3; intervenire su RV1 per regolare il desiderato livello
di contrasto dell’indicatore.
·
Premere una prima volta “Set” per accedere alla funzione
“I.F. Set”: un cursore lampeggiante si posiziona sulla prima cifra del
valore di I.F. da impostare (decine di Mhz); agendo sul pulsante ”>”
scegliere il valore della cifra tra 0 e 9; ripremendo “Set” si conferma il
dato e si accede alla cifra successiva; ripetere l’operazione fino al
completamento delle cifre
·
Un’ulteriore pressione sul tasto “Set” attiva la funzione
“Set Mode” e ci permette di scegliere, tramite il tasto “>”, la
modalità desiderata: (nel nostro caso “Frequenza + I.F.”); infatti se ad
esempio il nostro V.C.O. oscilla a 5.250.00 Mhz , con una media frequenza pari a
9.000 Mhz il nostro frequenzimetro deve indicare una frequenza di 14.250.00 Mhz
(frequenza effettivamente ricevuta o trasmessa).
·
La successiva pressione sul tasto “Set” attiva la funzione
“Lock Set” che consente di variare il limite di aggancio del dispositivo
(cioè la massima deriva accettata in un singolo periodo di lettura) da un
minimo di 20 Hz ad un massimo di 100 Hz; di default il valore è di 25Hz.
·
Un’ultima pressione sul tasto “Set” chiude il menù ed a
questo punto i parametri impostati vengono salvati nella EEPROM del micro ed il
dispositivo si predispone alla lettura ed indicazione di frequenza operativa.
Taratura del V.C.O. e verifica del campo di
aggancio
Per tarare Il V.C.O. si procede come segue:
·
Togliere l’integrato PIC 16F628 dallo zoccolo e realizzare un
partitore con due resistenze da 1Kohm tra la tensione +5V, il piedino 9 dello
zoccolo di U1 e massa, in modo da conferire al doppio Varicap DV1 un potenziale
di 2.5V
·
Tarare CV3 in modo da ottenere l’escursione di frequenza
desiderata: 4.990.- 5.360 Mhz (per
ottenere la copertura assicurata della banda)
·
Sostituire il partitore con un potenziometro da 2Kohm in modo da
poter variare il potenziale ai Varicap di DV1 e agire su CV2 in modo da ottenere
un’escursione di 15 Khz con un’escursione di tensione ai Varicap, da 0 a +5V
·
A questo punto può essere inserito il PIC ed il V.C.O. è pronto
per l’utilizzo.
Il
led LD2 presente sulla basetta S.Meter viene pilotato dal micro e si accende
all’aggancio della frequenza indicata dal display (dopo pochi secondi
dall’ultima variazione di frequenza): se infatti si interviene sul
potenziometro multigiri RV2 per impostare una nuova frequenza, il led si spegnerà
per tutta la durata della variazione di tensione ai varicap e a variazione
ultimata, si riaccenderà dopo pochi istanti, segnalando che il micro ha
nuovamente agganciato la nuova frequenza.
Per
la verifica della frequenza generata dal V.C.O. occorre disporre di un
frequenzimetro sufficientemente preciso: per non caricare l’oscillatore basta
porsi con la sonda all’uscita J5; rimane ora da tarare il B.F.O. (Q5 – J310)
tramite CV4 per ottenere una frequenza di 8.998.5Mhz su J6.
La
precisione di lettura della frequenza operativa del QRP è strettamente legata
alla precisione del clock del micro (4.000 Mhz) per cui vale la pena di
verificarlo col frequenzimetro già usato per il VCO, agendo su CV1.
Quale
ultima verifica da effettuarsi sulla scheda VCO/BFO occorre rilevare che
l’ampiezza dei segnali di VCO (J5) e BFO (J6) sia di circa …-mVpp (rilevati
senza carico e con sonda oscilloscopica da 1Mohm).
Nota:
Doverosamente và chiarito che il circuito relativo al V.C.O. ad F.L.L. (Frequency
Locked Loop) è stato integralmente dedotto da un meritevole progetto presente
da tempo sul sito di Francesco (IK3OIL): ritenendo non necessario reinventare
nulla che già fosse stato inventato e verificato che quanto in oggetto ben si
adattava alle nostre esigenze, abbiamo semplicemente chiesto all’autore il
permesso di poterlo utilizzare in una realizzazione che successivamente avremmo
pubblicato: con mirabile “ham-spirit” Francesco ci ha prontamente concesso
l’autorizzazione e di questo pubblicamente lo ringraziamo.
Scheda base RX – TX
Come si evince dallo schema di Fig.03 e Fig.04, su questa scheda
trovano ubicazione il trasmettitore, il ricevitore e tutta la circuiteria di
servizio per effettuare le varie commutazioni, le temporizzazioni, le
amplificazioni di BF e le alimentazioni.
La
scheda base è connessa alla scheda VCO/BFO per mezzo di due piattine da 10
conduttori facenti capo ai connettori J3 e J4 di entrambe, e da due cavetti
schermati (da 50 ohm) facenti capo ai rispettivi connettori J5 e J6.
La
principale caratteristica del circuito in esame è quella di utilizzare un unico
filtro a quarzo sia in ricezione (per selettivare i segnali ricevuti) che in
trasmissione (per generare il segnale USB); questo comporta un appesantimento
nella circuiteria che opera le commutazioni; se si considera poi che anche la
commutazione del segnale RF viene operata elettronicamente, si comprende come il
circuito possa apparire a prima vista, particolarmente complicato.
Principali
attori del circuito di commutazione sono i due integrati switch analogici U6 ed
U4; il primo realizza sostanzialmente un doppio deviatore che smista i segnali
di VCO e BFO ai due mixers attivi U1 ed U2, mentre le due sezioni U4a e U4c
realizzano un deviatore per commutare ,in trasmissione, il segnale del microfono
(SSB) o la nota ad 1 Khz (CW), nota che viene manipolata dal tasto tramite U4b.
La
rimanente sezione U4d comandata da Q13, inibisce il segnale audio
all’amplificatore di BF per minimizzare gli “scratchs” che si
manifesterebbero all’atto del passaggio RX/TX ad opera di differenti livelli
di tensioni di polarizzazione dei vari circuiti interessati alla BF.
Vediamo
ora di approfondire un po’ di più il funzionamento di U6: dalla scheda VCO/BFO
i due segnali vengono conferiti rispettivamente a J6 e J5 per cui in ricezione
ad U1 giunge il segnale RF e del VCO mentre ad U2 il segnale di IF e del BFO; in
trasmissione ad U1 giunge il segnale microfonico (o la nota ad 1 Khz) ed il BFO
mentre ad U2 viene conferito il segnale SSB-IF ed il segnale del VCO.
Altra nota riguarda i due diodi D6 e D10: in
ricezione D6 non è alimentato mentre D10 cortocircuita a massa il piedino 1 di
U2 permettendo il funzionamento dell’amplificatore di IF; in trasmissione,
poiché il livello dei segnali giustifica il by-pass dell’amplificatore, il
segnale USB-IF transita su D6 (in conduzione) e non viene più cortocircuitato a
massa da D10 che ora è interdetto.
Analisi schema sezione TX
Il
connettore d’antenna (PL da pannello) è direttamente connesso ad un filtro
pi-greco passa basso a tre celle (L1, L2, L3, C1, C2, C3, C4) utilizzato sia in
trasmissione che in ricezione: togliendo il ponticello su J2 si può accedere
allo stesso per una eventuale verifica.
I transistori Q3, Q2 e Q1 costituiscono lo
stadio amplificatore lineare in classe A, in grado di erogare una potenza
massima di 5-6W RF prima di iniziare a comprimere; lo stadio è abbastanza
classico e non merita particolari commenti: Q1 è un transistore in case TO220
solitamente impiegato in apparati CB e non è particolarmente critico, potendo
essere sostituito con altri di analoghe caratteristiche; J7 e J2 permettono una
verifica strumentale dell’amplificatore, sia in termini di linearità che di
potenza in uscita.
L’ingresso
dell’amplificatore RF è preceduto da un filtro passa banda (T7, CV4, C20,
C19, C18, CV3 e T6) con banda passante di 350 Khz e con frequenze di taglio di
14.000 Mhz e di 14.350 Mhz; anche qui i connettori J8 e J7 consentono la
taratura dello stesso, taratura che deve essere eseguita con un wobulatore o con
un analizzatore di reti: a tal proposito è doveroso un ringraziamento al
collega Francesco IV3 PLF che ci ha prontamente messo a disposizione il suo
analizzatore SNA2550 della Elad, strumento completo e versatile che ci ha
permesso le diverse tarature e verifiche sia in fase di progetto che in fase di
realizzazione.
Il segnale RF in USB viene prelevato (tramite T10) all’uscita del
mixer attivo U2 (NE602) quale somma del segnale USB-IF ed il segnale del VCO
(5.000-5.350 Mhz) presentati rispettivamente ai piedini 1 e 6 di U2.
Il
segnale DSB al valore di IF viene generato dal mixer U1 (NE602) miscelando il
segnale di BF (segnale microfonico amplificato da U5a e successivamente gestito
da U4a) presentato al pin 1 di U1 ed il segnale del BFO (8.9985 Mhz) presentato
al pin 6 dello stesso integrato.
All’uscita
di T8 è presente il segnale DSB: a ricavarne il solo segnale USB provvede il
filtro realizzato con 6 quarzi a 9.000 Mhz, da noi montato su di una basetta a
parte, con connessioni “pin to pin” con altri filtri commerciali
eventualmente in possesso dei realizzatori: va solo fatto presente che il nostro
filtro presenta una impedenza di ingresso-uscita di 230 ohm circa e che per
adattare tale valore all’impedenza di 1.5 Kohm (uscita di U1 ed ingresso di
U2) sono stati dimensionati T8 e T9: utilizzando un filtro a quarzo con diversa
impedenza, occorre necessariamente ridimensionare i due trasformatori.
L’apparato
che presentiamo ha anche la possibilità di funzionare in CW: per creare la
portante da manipolare, viene generata una nota di BF (sinusoidale e con bassa
distorsione) tramite U5b che, comandata dal tasto, va a sostituirsi al segnale
proveniente dall’amplificatore microfonico.
Le
sezioni U4a e U4c, abilitate dal comando SSB/CW costituiscono il deviatore
elettronico che determina quale dei due segnali far giungere ad U1.
L’integrato
U7 realizza la temporizzazione necessaria per garantire la “coda” di
permanenza in trasmissione qualche altro istante dopo il termine della
manipolazione sul tasto; la regolazione di detto ritardo si effettua tramite
RV5.
La
stessa nota ad 1 Khz manipolata dal tasto e gestita da U4b, viene inviata
all’amplificatore di BF U9 (LM 386) per realizzare l’auto-ascolto in
trasmissione CW (side tone)
Analisi schema sezione RX
In
ricezione il segnale presente al bocchettone d’antenna attraversa il filtro
passa-basso L1..L3 (condiviso con il trasmettitore) e tramite J1 viene conferito
al filtro di banda T5…T4 (identico
al filtro T7…T6) prima di essere
portato al mixer attivo U1 (NE602) per essere convertito al valore di IF: come
si può notare, il mixer che in trasmissione realizza la DSB al valore di IF, in
trasmissione funziona da convertitore: per fare ciò occorre commutare i segnali
in ingresso che in trasmissione sono BF (segnale microfonico) e BFO (8.9985 Mhz)
rispettivamente in RF (14.000 – 14.350 Mhz) e VCO (5.000- 5.350 Mhz).
La
commutazione di detti segnali, come si può vedere, viene effettuata
elettronicamente tramite switch analogici (U4 ed U6) e diodi usati come
interruttori: i due diodi shottky D1 e D2 (BYV10) in trasmissione connettono a
massa C4 ed al tempo stesso preservano l’ingresso di U1; sempre in
trasmissione, per evitare rientri indesiderati in U1 da parte del TX, il
transistore Q6 viene portato alla
saturazione da +12VTX, cortocircuitando così T4.
All’uscita
di U1 il segnale di IF, differenza tra RF e VCO, viene filtrato dal filtro a
quarzo e successivamente amplificato aperiodicamente da Q7 e Q8 (Mosfet BF961)
fino ad un massimo di 40dB; il segnale viene poi demodulato da U2 questa volta
con funzione di rivelatore a prodotto: il segnale del BFO viene conferito al
piedino 6 di U2 dall’integrato U6 con funzioni di doppio deviatore.
Il
segnale di BF è ora presente al piedino 4 di U2, viene filtrato dal doppio
filtro passa-basso R41, R42, C56, C57, ed inviato, tramite U4d al potenziometro
di controllo del volume (20 Kohm) presente sul pannello anteriore; infine il
segnale giunge all’integrato U9 che lo amplifica per poter infine pilotare
l’altoparlante (entrocontenuto) o le cuffie (esternamente).
Il
segnale di BF presente all’uscita del filtro passa-basso viene
contemporaneamente amplificato da U3a e raddrizzato (duplicatore D4 D5); La
sezione U3b amplifica ulteriormente il valore della tensione raddrizzata per
fornire il segnale di AGC necessario per il controllo automatico di guadagno
dello stadio amplificatore di IF (Q7, Q8,).
Da
ultimo, Q4 amplifica invertendo il segnale per pilotare l’indicatore di
intensità del segnale ricevuto (S.Meter) realizzato con una basetta aggiuntiva
posta sulla scheda VCO-BFO a ridosso del pannello anteriore.
Realizzazione pratica
Per
quanto riguarda la realizzazione pratica, a solo titolo di esempio e dedicato
espressamente a chi fosse interessato ad adottare la nostra scelta, proponiamo
le immagini (da foto.01 a foto.08) ed i disegni realizzativi (da fig.07 a
fig.14) delle varie componenti meccaniche ed elettriche; è ben inteso che, data
la bassa frequenza in gioco e la minima criticità circuitale, ognuno è libero
di adottare le soluzioni che più ritiene opportune.
Poiché
questa realizzazione costituiva parte integrante di un ciclo (ormai approdato al
terzo anno) di incontri relativi allo studio di applicazioni in elettronica, è
stata dedicata particolare cura alla definizione dei circuiti stampati
(realizzati in doppia faccia con fori metallizzati e dorati), alla definizione e
realizzazione dei componenti meccanici (ottenuti per taglio laser a mezzo di
macchine a controllo numerico) e nella scelta dei componenti (di facile
reperibilità), componenti che sono stati acquistati in blocco, per garantire
l’omogeneità delle caratteristiche: tutto ciò al fine di costituire una
sorta di “kit” che offrisse la massima sicurezza realizzativa per gli
aderenti al corso.
Riteniamo
perciò di non soffermarci oltre sulla realizzazione pratica, rimanendo comunque
a disposizione (sito ARI Pordenone) per eventuali ulteriori chiarimenti.
Nota:
il prototipo riportato in foto presenta i gusci “in bianco”: in
seguito gli stessi verranno anodizzati in un elegante “argento opaco”.
Il
QRP verrà infine presentato alla prossima Fiera Nazionale del Radioamatore di
Pordenone presso lo Stand dell’ARI dove, chi fosse interessato, ne potrà
prendere visione.
Buon lavoro!
Fig. 01 Schema a
blocchi
Fig. 02 V.C.O. - B.F.O.
Fig. 03 Scheda
base
Fig. 04 Base
Fig. 05 PCB scheda base
Fig. 06 PCB V.C.O. - B.F.O.
Fig. 07 PCB Accessori
01
Frontale
02 montaggio
03 Pannello
frontale
04 Pannello retro
05 Guscio
superiore
06 Guscio inferiore
07
Angolari
08 Montaggio