H.F. Marker generators
Realizzazione a
cura di : IW3
QEC Luigi Ret
e IV3
COU Umberto Baldini 
Premessa
I progetti qui descritti sono indirizzati a tutti coloro che si
dedicano ancora all’utilizzo di vecchi apparati riceventi a semiconduttori o
addirittura a valvole, i quali utilizzano come elementi indicatori di sintonia
le antiquate ed approssimative scale parlanti.
In questi casi infatti, l’affidabilità dell’indicazione della frequenza di
sintonia dipende solo dalla precisione del
nonio graduato e dalla taratura dell’oscillatore locale di conversione dell’apparato;
sappiamo benissimo che tutto ciò dipende dallo
stato e dalla vetustà dell’apparato e molto spesso lascia molto a desiderare!
I circuiti qui presentati non sono certo novità, ma costituiscono un utile
ausilio non solo per la determinazione
della frequenza impostata, ma anche per la verifica del livello del segnale
ricevuto in quanto forniscono dei “markers” ad intervalli regolari di 1Mhz
(od a scelta 100Khz), di ampiezza rigorosamente costante su tutto lo spettro
delle H.F.
Descrizione circuitale del primo circuito (100Khz/ 1Mhz Marker)
Il quarzo dell’oscillatore realizzato con l’integrato 74LS00
determina la precisione e la stabilità del sistema e quindi deve essere di
ottima qualità; il tipo di oscillatore impiegato è stato scelto tra molte
altre possibilità in quanto, oltre ad essere di semplice realizzazione,
permette il miglior “trimmaggio” del quarzo stesso; nulla vieta però l’utilizzo
di altri oscillatori o di quarzi con altre frequenze, purchè multiple intere di
1Mhz
All’oscillatore segue un divisore con modulo
pari al valore della frequenza del quarzo (nel nostro caso di modulo 10) al fine
di ottenere un segnale ad onda quadra della frequenza di 1Mhz; segue poi un
secondo divisore di modulo 10 per ottenere un segnale analogo ma di frequenza
pari a 100 Khz; i due divisori decadici sono contenuti nell’integrato
74HCT390.
Il condensatore C5 con la resistenza R3 così come C4 ed R4 costituiscono due
circuiti derivatori che ricavano sul fronte di salita dei due segnali ad onda
quadra da 1Mhz e 100Khz due impulsi molto stretti che vengono successivamente
squadrati dagli altri 2 Nand presenti nel 74LS00.
I segnali così ottenuti presentano un ricchissimo
contenuto armonico che si estende fino alle V.H.F. ed oltre e se opportunamente
equalizzati (C7,R5,R15 – C8,R6,R16 – C22,R12) presentano una ampiezza
costante in tutto lo spettro delle H.F.
I due transistori Q1 e Q2 possono essere sostituiti con equivalenti, purchè con
elevata frequenza di taglio; i potenziometri V1 e V2 vanno regolati, in sede di
taratura, per avere in uscita le armoniche con ampiezza voluta (si consiglia una
taratura ad S9 o meglio 100 microV); i valori di R10,R11,R17 ed R13 sono stati
scelti per presentare in uscita una impedenza di 50 ohm.
Schema elettrico marker
1MHz
PCB marker 1 MHz
Descrizione circuitale del secondo circuito (100Khz H.F. Marker)
In linea di principio questo secondo circuito con si discosta
dal precedente: si differenzia unicamente per la frequenza del quarzo scelto,
per i divisori impiegati (modulo 4 e modulo 10 nel 4518) e per la soluzione
adottata per ottenere un impulso stretto all’uscita dell’integrato 74S00; in
questo caso si sfrutta il ritardo introdotto dalla catena delle tre porte (U3d,
U3 a , U3 b) presenti nell’integrato stesso; per quanto riguarda la taratura
si rimanda al precedente.
La capacità Cx in parallelo alla R5 serve ad equalizzare i livelli dei markers
alle diverse frequenze e và scelta sperimentalmente.
Schema
elettrico Marker 100 kHz
PCB marker 100 kHz
Realizzazione pratica<
La realizzazione pratica non presenta difficoltà di sorta
essendo i circuiti di una semplicità disarmante: si raccomanda solo una
realizzazione compatta; a puro titolo di esempio si propongono i circuiti
realizzati dagli autori.
Utilizzo dei Markers
Se non interessa verificare l’ampiezza del marker ma interessa
solo il riferimento in frequenza dello stesso, basta realizzare un accoppiamento
lasco tra l’ingresso di antenna del ricevitore ed il marcatore stesso: detto
accoppiamento può essere realizzato per via capacitiva od induttiva (un link di
poche spire); se invece interessa una verifica anche della correttezza dell’indicazione
dell’Smeter sulla frequenza specifica, occorre connettere direttamente il
marcatore all’ingresso di antenna del ricevitore, eventualmente utilizzando un
apposito commutatore coassiale.